Famiglia
…Un amore viscerale verso questa terra, che si tramanda di generazione in generazione…
Come un’azienda ha raggiunto una crescita notevole
La tenuta apparteneva già al bisnonno di Biagio Bonfiglio il founder della “Cantine Bonfiglio”, che l’aveva destinata ad agrumeto in un’epoca (anni ottanta) in cui gli agrumi avevano ancora un peso specifico elevato in termini economici. Nei primi anni del ventunesimo secolo, quasi per gioco, Biagio decide di inserire qualche pianta di vite. Si rese presto conto che continuare su quella strada poteva dare valore aggiunto alla attività e caratterizzare ulteriormente un territorio che stava dando frutti insperati. Così, decise di andare avanti: espiantò buona parte dell’agrumeto che riconvertì in vigneto con le varietà autoctone del Faro DOC,vino prodotto nel territorio del Comune di Messina: Nerello Mascalese, Nocera, Nerello Cappuccio, Nero d’Avola.


Raggiungere il successo a lungo termine con strategie intelligenti.
Nel 2009 Antonio Bonfiglio, figlio di Biagio, dopo la devastante alluvione Di Giampilieri che distrusse praticamente tutto il vigneto, decide di affiancare il padre in maniera significativa “vedere negli occhi di mio padre così tanto dolore, mi ferii...”
La reazione a questa catastrofe fu accompagnata una grinta inimmaginabile. Insieme si rimboccarono le maniche partendo praticamente da zero ed incentivando gli input tecnologici.
Come un’araba fenice, infatti, l’azienda risorge dalle proprie ceneri e si ricostruisce, seppur a fatica, ciò che sembrava perduto per sempre. Inoltre, i Bonfiglio avviano degli studi orografici e analisi idrogeologiche per comprendere come progettare sistemi di drenaggio idonei a fare defluire l’acqua dal terreno.
Antonino Bonfiglio : «Il lockdown mi ha spinto a una riflessione, mi sono posto la questione che se non siamo noi i primi a metterci in prima linea a far sì che le cose possano progredire, chi lo potrà fare al posto nostro?».
Vigneti sospesi tra mare e montagna
Oggi la “Cantine Bonfiglio” può contare su una struttura un ettaro e mezzo di vigneti distribuiti nel territorio peloritano tra Contrada Gramino a Briga, a 50 metri s.l.m., e la località Piano Cuturi a Giampilieri a un’altitudine di 120 metri che regalano scenari unici. Essa è una delle poche aziende che vanta una filiera produttiva completa, comprendente le varie fasi: la coltivazione dell’uva, la vendemmia manuale, la vinificazione, lo stoccaggio, l’imbottigliamento, l’affinamento e la commercializzazione.

